La storia dell'astrologia
Storia dell'astrologia
È in Mesopotamia, nella terra benedetta posta fra il Tigri e l'Eufrate, che si pone l'origine dell'astrologia.
Una tradizione astrologica già ampia e diversificata è testimoniata fin dal pieno periodo paleo-babilonese. Abbiamo infatti la testimonianza di osservazioni compiute sul pianeta Venere, al tempo del re Ammisaduqa (1646-1626 a.C.) e di una tavoletta scritta in caratteri cuneiformi, che si riferisce alla morte di Naram-Sin, re di Akkad (circa 2300 a.C.), collegandola ad una eclissi di Luna. Un'altra tavoletta, invece, presenta un oroscopo di fondazione: Gudea, re di Lagash (morto nel 2124 a.C. circa), ha un sogno in cui cui il dio Ningursu e la dea della luce del giorno gli ordinano di costruire un tempio e ne calcolano il momento astrologicamente propizio per l'edificazione. La gran parte dei testi di presagi astrologici proviene poi dalla biblioteca del re Assurbanipal d'Assiria (668-626 a.C.) ritrovata a Ninive. Sono migliaia di tavolette in scrittura cuneiforme, che riferiscono tradizioni assai precedenti alla loro scrittura, con probabilità sumere. La serie più completa consiste in almeno settanta tavolette e si chiama Enuma Anu Enlil (Quando Anu Enlil). La Luna (Sin) è trattata in ventitrè tavolette; seguono poi il Sole (Shamash), i fenomeni meteorologici, i pianeti e le stelle fisse. Anche le fasi della Luna e le eclissi sono descritte e poi interpretate in modo dettagliato. Uno spazio minore è dedicato agli aloni, alle strane formazioni di nubi e ai movimenti dei pianeti, particolarmente di Venere (Ishtar). In seguito, soprattutto nei testi che risalgono dal V al III secolo a.C., si ha un livello differente di astrologia. Si tratta di oroscopi che menzionano la data di nascita, seguita da un rapporto di carattere astronomico, e si concludono con la previsione del futuro del bambino. L'epoca di questi oroscopi personali, pur se piuttosto tarda (le prime previsioni che abbiamo riguardano più che altro i re o l'intera "nazione" o fenomeni generali, come le carestie, le alluvioni, ecc.), dimostra che l'astrologia individuale non è nata in Grecia, ma era già praticata in Mesopotamia. Tuttavia, nessun tema astrologico babilonese riporta l'oroscopo inteso in senso stretto. Il termine "oroscopo", in effetti, significa "ciò che si vede sorgere", ed indica quindi, a rigore, l'Ascendente, cioè il segno zodiacale che sta sorgendo ad est al momento della nascita. Ora, la mancanza di indicazioni riguardanti l'Ascendente, nei testi cuneiformi mesopotamici, fa pensare che il sistema delle Case astrologiche, strettamente collegato all'Ascendente, sia stato introdotto solo dall'astrologia greco-romana. Quanto alle costellazioni dello Zodiaco, esse erano ben conosciute: il Mercenario, o "lavoratore a contratto", (Ariete); il Toro di Anu (Toro); i Grandi Gemelli (Gemelli); il Falegname (Cancro); il Leone (Leone); la Spiga (Vergine); la Bilancia del Cielo (Bilancia, considerata una dipendenza dello Scorpione); lo Scorpione (Scorpione); il Guerriero-arciere (Sagittario); il Pesce-capra (Capricorno); il Magnifico (Acquario); le Code o Pesci (Pesci). Quanto ai pianeti, sono menzionati: Sin (Luna), Shamash (Sole), Nabu o Nebo (Mercurio), Ishtar (Venere), Nergal (Marte), Marduk (Giove), Ninurtu (Saturno).
Storia dell'astrologia.
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